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La progettazione meccanica trasforma un’esigenza funzionale in un componente, un’attrezzatura o una macchina che possa essere costruita, montata e mantenuta. Va dal singolo particolare tornito all’assieme complesso, passando per telai saldati, attrezzature di produzione e strutture di carpenteria.

Il progettista meccanico deve tenere insieme funzionalità, resistenza, costi di produzione e sicurezza: un buon progetto è quello che funziona, si costruisce senza sorprese in officina e rispetta le norme.

Di cosa si occupa

  • Definizione delle specifiche: carichi, corse, velocità, ingombri, ambiente di lavoro
  • Studio di concept e cinematismi
  • Dimensionamento di alberi, perni, collegamenti filettati, saldature, molle e trasmissioni
  • Scelta dei componenti commerciali: cuscinetti, guide, motoriduttori, attuatori, bulloneria
  • Modellazione 3D, messa in tavola e distinte materiali
  • Analisi dei rischi e documentazione per la marcatura CE delle macchine

Le fasi del progetto

  • Specifica tecnica condivisa con il cliente
  • Concept e confronto tra soluzioni alternative
  • Dimensionamento e verifiche di resistenza, deformazione e fatica
  • Modellazione 3D di parti e assiemi, verifica interferenze
  • Verifiche FEM dove i calcoli manuali non bastano
  • Messa in tavola, distinte e cicli di lavorazione
  • Prototipo, collaudo e revisione del progetto

La messa in tavola

Il disegno costruttivo è il documento che arriva in officina: deve essere completo e non ambiguo.

  • Quote funzionali e di fabbricazione secondo la serie UNI EN ISO 129 e ISO 128
  • Tolleranze dimensionali ISO 286 e tolleranze geometriche ISO 1101 (planarità, perpendicolarità, posizione…)
  • Rugosità superficiali: Ra 3,2 μm per superfici lavorate comuni, Ra 1,6 – 0,8 μm per accoppiamenti e sedi di tenuta
  • Materiale, trattamenti termici e superficiali, simbologia di saldatura ISO 2553
  • Distinta materiali con codici dei componenti commerciali

Ecco come si presenta una tavola costruttiva completa: un albero di trasmissione con sedi per cuscinetti (Ø30 k6), sede per puleggia con cava per linguetta (Ø25 j6), tolleranze geometriche riferite all’asse dei cuscinetti A-B, rugosità e note generali. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Messa in tavola di un albero di trasmissione con tolleranze dimensionali, geometriche e rugosità
Tavola M.01 – albero di trasmissione: ogni informazione necessaria all’officina è sul disegno.

Accoppiamenti più usati (sistema foro base)

AccoppiamentoTipoEsempio di impiego
H7/g6Con gioco precisoPerni scorrevoli, guide
H7/h6Incerto / scorrevoleCentraggi smontabili a mano
H7/k6IncertoPulegge, ruote dentate con linguetta
H7/p6Con interferenza leggeraBoccole, cuscinetti in sedi fisse
H7/s6Con interferenzaCalettamenti forzati permanenti
Valori orientativi: la scelta va sempre verificata sulle condizioni di esercizio e sulle indicazioni dei costruttori dei componenti.

Le tolleranze spiegate con esempi

Nessun pezzo può essere costruito con una misura perfettamente esatta: ogni lavorazione ha una sua precisione. La tolleranza è lo scostamento ammesso rispetto alla misura teorica, scelto dal progettista in modo che il pezzo funzioni e che costi il giusto. Tolleranze troppo larghe compromettono il funzionamento, tolleranze troppo strette fanno esplodere i costi di lavorazione e di controllo.

Si distinguono le tolleranze dimensionali (quanto può variare una misura, secondo la UNI EN ISO 286) e le tolleranze geometriche (quanto può variare la forma, l’orientamento o la posizione di un elemento, secondo la UNI EN ISO 1101). Le quote senza indicazione seguono le tolleranze generali (ISO 2768).

Come si legge una quota con tolleranza

Nel sistema ISO una quota tollerata si scrive con la dimensione nominale seguita da una lettera e da un numero, ad esempio Ø50 H7. La lettera (maiuscola per i fori, minuscola per gli alberi) indica dove si trova il campo di tolleranza rispetto alla dimensione nominale; il numero indica il grado IT, cioè quanto è ampio il campo.

Come si legge una quota con tolleranza: dimensione nominale, scostamenti e campo di tolleranza
Ø50 H7: il foro può misurare da 50,000 a 50,025 mm. Ø50 g6: l’albero può misurare da 49,975 a 49,991 mm.

I gradi di tolleranza IT

La norma prevede 20 gradi, da IT01 (il più preciso) a IT18 (il più grossolano). L’ampiezza del campo cresce con il grado e con la dimensione nominale: per esempio IT7 vale 25 µm su un diametro di 50 mm, ma solo 15 µm su un diametro di 8 mm. In meccanica si usano soprattutto i gradi da IT5 a IT13: qui sotto ognuno è rappresentato su un diametro di 50 mm, con il campo ingrandito per renderlo visibile e la barra che lo confronta con IT13.

Grado di tolleranza IT5 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT5 – 11 µm: rettifica fine e lappatura
Grado di tolleranza IT6 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT6 – 16 µm: alberi rettificati per cuscinetti
Grado di tolleranza IT7 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT7 – 25 µm: il grado tipico dei fori di precisione
Grado di tolleranza IT8 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT8 – 39 µm: tornitura e alesatura di finitura
Grado di tolleranza IT9 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT9 – 62 µm: accoppiamenti con gioco ampio
Grado di tolleranza IT10 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT10 – 100 µm: fresatura di parti non accoppiate
Grado di tolleranza IT11 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT11 – 160 µm: foratura e sgrossatura
Grado di tolleranza IT12 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT12 – 250 µm: lamiere tagliate e punzonate
Grado di tolleranza IT13 su diametro 50 mm: ampiezza del campo, lavorazioni e impieghi
IT13 – 390 µm: carpenteria e parti grezze

Regola pratica: ogni grado IT in più vale circa il 60% in più di ampiezza (il rapporto tra un grado e il successivo è circa 1,6). Passare da IT7 a IT6 significa quasi sempre aggiungere una lavorazione di rettifica.

La posizione del campo: le lettere

La lettera stabilisce lo scostamento fondamentale, cioè quanto il campo è lontano dalla linea dello zero. Per i fori, H ha lo scostamento inferiore uguale a zero; per gli alberi, h ha lo scostamento superiore uguale a zero. Le lettere che precedono la h (a … g) danno alberi più piccoli del nominale, quelle che la seguono (k … zc) alberi più grandi.

Posizione dei campi di tolleranza ISO per foro H7 e alberi da f6 a s6 su diametro 50
Con il foro H7, scegliendo la lettera dell’albero si passa dall’accoppiamento con gioco (verde) a quello incerto (arancio) e con interferenza (rosso).

I tre tipi di accoppiamento

Quando un albero entra in un foro, le due tolleranze insieme determinano il comportamento dell’accoppiamento. Nella pratica si usa quasi sempre il sistema foro base (foro H) perché i fori si realizzano con utensili di misura fissa (punte, alesatori), mentre l’albero si porta facilmente alla misura voluta al tornio o in rettifica.

Accoppiamento con gioco H7/g6 su diametro 50: campi di tolleranza e giochi
Con gioco: l’albero è sempre più piccolo del foro.
Accoppiamento incerto H7/k6 su diametro 50: campi di tolleranza, gioco e interferenza
Incerto: a seconda dei pezzi reali si ha gioco o interferenza.
Accoppiamento con interferenza H7/p6 su diametro 50: campi di tolleranza e interferenze
Con interferenza: l’albero è sempre più grande e va montato a pressa o a caldo.

Le tolleranze generali (ISO 2768)

Per non dover indicare la tolleranza su ogni quota, nel cartiglio si richiama una classe di tolleranze generali, ad esempio ISO 2768-mK: la lettera minuscola (f, m, c, v) vale per le quote lineari e angolari, la maiuscola (H, K, L) per le tolleranze geometriche generali.

Dimensione nominale (mm)f – finem – mediac – grossolana
da 0,5 a 3±0,05±0,1±0,2
oltre 3 fino a 6±0,05±0,1±0,3
oltre 6 fino a 30±0,1±0,2±0,5
oltre 30 fino a 120±0,15±0,3±0,8
oltre 120 fino a 400±0,2±0,5±1,2
oltre 400 fino a 1000±0,3±0,8±2
oltre 1000 fino a 2000±0,5±1,2±3
Scostamenti limite per le quote lineari secondo ISO 2768-1.

Le tolleranze geometriche

Una misura può essere giusta e il pezzo comunque inutilizzabile: un albero nei limiti di diametro ma storto, o un piano alla quota corretta ma imbarcato. Le tolleranze geometriche controllano proprio questo. Si indicano con una cornice di tolleranza divisa in caselle: il simbolo della caratteristica, il valore della tolleranza (preceduto da Ø se la zona è cilindrica) e, se servono, le lettere dei riferimenti, segnati sul pezzo con un triangolo pieno.

CategoriaCaratteristicheRiferimento
FormaRettilineità, planarità, circolarità, cilindricità, profilo di linea e di superficieNo (profili: facoltativo)
OrientamentoParallelismo, perpendicolarità, inclinazioneSì
PosizionePosizione, concentricità/coassialità, simmetriaSì
OscillazioneOscillazione circolare, oscillazione totaleSì

Nelle schede seguenti ogni caratteristica è mostrata con il suo simbolo, l’indicazione a disegno e, in azzurro, la zona di tolleranza entro cui deve stare l’elemento reale (le deformazioni sono volutamente esagerate).

Tolleranza geometrica di rettilineità: simbolo, indicazione a disegno e zona di tolleranza
Rettilineità
Tolleranza geometrica di planarità: simbolo, indicazione a disegno e zona di tolleranza
Planarità
Tolleranza geometrica di circolarità: simbolo, indicazione a disegno e zona di tolleranza
Circolarità
Tolleranza geometrica di cilindricità: simbolo, indicazione a disegno e zona di tolleranza
Cilindricità
Tolleranza geometrica di profilo di una linea: simbolo e zona di tolleranza
Profilo di una linea
Tolleranza geometrica di profilo di una superficie: simbolo e zona di tolleranza
Profilo di una superficie
Tolleranza geometrica di parallelismo rispetto al riferimento A
Parallelismo
Tolleranza geometrica di perpendicolarità rispetto al riferimento A
Perpendicolarità
Tolleranza geometrica di inclinazione rispetto al riferimento A
Inclinazione
Tolleranza geometrica di posizione di un foro con quote teoricamente esatte
Posizione
Tolleranza geometrica di coassialità rispetto all’asse di riferimento A
Concentricità / coassialità
Tolleranza geometrica di simmetria di una cava rispetto al piano A
Simmetria
Tolleranza geometrica di oscillazione circolare misurata con comparatore
Oscillazione circolare
Tolleranza geometrica di oscillazione totale misurata con comparatore
Oscillazione totale

Consigli per assegnare le tolleranze

  • Parti dalla funzione: tolleranze strette solo dove il pezzo si accoppia o scorre
  • Usa accoppiamenti standard (H7/g6, H7/k6, H7/p6…): attrezzature e calibri sono già disponibili
  • Per i cuscinetti segui le tabelle del costruttore per albero e alloggiamento
  • Indica sempre i riferimenti in modo coerente con il montaggio reale del pezzo
  • Non assegnare una tolleranza geometrica più larga della tolleranza dimensionale della stessa superficie
  • Verifica che l’officina e il reparto controllo possano davvero misurare ciò che richiedi

Materiali più usati

  • Acciai da costruzione S235, S275, S355: telai, carpenterie, basamenti
  • Acciai da bonifica C45, 39NiCrMo3, 42CrMo4: alberi, perni, ingranaggi
  • Inox AISI 304 e 316: settore alimentare, chimico, ambienti aggressivi
  • Alluminio 6060, 6082, 7075: strutture leggere, profili, attrezzature
  • Tecnopolimeri POM, PA, PE-UHMW: guide, pattini, boccole autolubrificanti

Per pesi, dimensioni e caratteristiche consulta le sezioni Meccanica e Materiali di GPLife.

Sicurezza e marcatura CE delle macchine

Chi progetta una macchina deve eseguire la valutazione dei rischi, applicare i requisiti essenziali di sicurezza e redigere il fascicolo tecnico. Oggi il riferimento è la Direttiva Macchine 2006/42/CE, che dal 20 gennaio 2027 sarà sostituita dal Regolamento (UE) 2023/1230.

Norme di riferimento

  • Direttiva 2006/42/CE e Regolamento (UE) 2023/1230 – Macchine
  • UNI EN ISO 12100 – Principi generali di progettazione e valutazione del rischio
  • UNI EN ISO 13849-1 – Parti dei sistemi di comando legate alla sicurezza
  • CEI EN 60204-1 – Equipaggiamento elettrico delle macchine
  • UNI EN ISO 286 e UNI EN ISO 1101 – Tolleranze dimensionali e geometriche
  • UNI EN ISO 2553 – Rappresentazione delle saldature

Software più usati

SolidWorks, Inventor, Solid Edge, Creo, CATIA e Siemens NX per il 3D; AutoCAD e AutoCAD Mechanical per il 2D; SolidWorks Simulation, Ansys e Abaqus per le analisi FEM; MITCalc e KISSsoft per il calcolo degli organi di macchina.

Consigli pratici

  • Progetta pensando a come il pezzo verrà lavorato e montato
  • Non mettere tolleranze strette dove non servono: aumentano solo i costi
  • Preferisci componenti commerciali standard, facili da reperire in ricambio
  • Mantieni allineati modello 3D, tavole e distinte a ogni revisione

Altri tipi di progettazione

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