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La falegnameria comprende le lavorazioni con cui il legno massello e i suoi derivati vengono tagliati, sagomati, assemblati e rifiniti per ottenere mobili, serramenti, strutture e componenti. Anche chi lavora soprattutto con il metallo incontra spesso il legno: piani di lavoro, pannellature, coperture, strutture miste legno-acciaio.

In questa pagina trovi una guida pratica ai materiali, alle lavorazioni principali e ai valori di riferimento utili in fase di progetto.

I materiali: massello e derivati

Legno massello

  • Conifere (abete, pino, larice, douglas): leggere, economiche e facili da lavorare. Usate per strutture, coperture, perlinati e serramenti.
  • Latifoglie (rovere, faggio, frassino, noce, castagno): più dure e pesanti, ideali per mobili, pavimenti, scale e parti soggette a usura.

Pannelli e derivati del legno

  • Multistrato: strati incrociati incollati, ottima stabilità dimensionale e resistenza.
  • MDF: fibra pressata, omogeneo, perfetto da fresare e verniciare, ma teme l’umidità (esiste la versione idrorepellente).
  • Truciolare: economico, usato soprattutto nobilitato con melaminico per l’arredo.
  • OSB: scaglie orientate, per sottofondi, tamponamenti e imballaggi.
  • Lamellare (glulam): lamelle incollate, per travi strutturali di grande luce.

Densità indicativa dei legni più usati

MaterialeDensità (kg/m³)Impiego tipico
Abete430 – 470Strutture, coperture, perline
Pino silvestre500 – 550Arredo, serramenti, strutture
Larice580 – 650Esterni, rivestimenti, serramenti
Castagno560 – 600Travi, pali, esterni
Noce600 – 680Mobili di pregio
Frassino650 – 700Manici, mobili, curvature
Rovere680 – 750Mobili, pavimenti, scale, botti
Faggio690 – 750Sedie, mobili, piani di lavoro
Multistrato di betulla650 – 700Arredo, allestimenti, piani
MDF700 – 800Ante laccate, sagomature
OSB600 – 650Sottofondi, tamponamenti
Valori indicativi riferiti a legno con umidità di circa il 12%: variano con provenienza e umidità.

Le lavorazioni principali

  • Sezionatura e taglio: con sega circolare, sezionatrice o sega a nastro (per tagli curvi).
  • Spianatura e piallatura: rendono il pezzo piano e a spessore costante; si spiana prima una faccia, poi si squadra e si porta a spessore.
  • Fresatura e profilatura: con fresatrice verticale (toupie), elettrofresa o pantografo CNC, per battute, scanalature, cornici e sagome.
  • Foratura: con punte specifiche per legno (a lancia, Forstner, svasatori) per evitare scheggiature.
  • Levigatura: si procede per grane crescenti, di solito da P80 a P180–P240 prima della finitura.

Giunzioni e incastri

  • Incastri tradizionali: tenone e mortasa, coda di rondine, mezzo legno: resistenti e senza ferramenta a vista.
  • Spine, lamelle e domino: rapidi e precisi per assemblare telai, pannelli e piani.
  • Viti, bulloni e piastre metalliche: indispensabili nelle strutture e nei collegamenti legno-acciaio.
  • Colle: vinilica per interni, vinilica D3/D4 o poliuretanica per ambienti umidi ed esterni.

Umidità del legno: il dettaglio che fa la differenza

Il legno assorbe e cede umidità, e con essa cambia dimensione (soprattutto in larghezza, molto meno in lunghezza). Per evitare fessurazioni, imbarcamenti e giunti che si aprono, il legno va lavorato con un’umidità vicina a quella che avrà in servizio: indicativamente 8–10% per mobili da interno e 12–18% per impieghi all’esterno. In progetto prevedi sempre la possibilità di movimento, ad esempio con fissaggi asolati per i piani in massello.

Finiture

  • Oli e cere: aspetto naturale, facili da ripristinare, protezione moderata.
  • Impregnanti: per esterni, proteggono da funghi, insetti e raggi UV.
  • Vernici e laccature (all’acqua, poliuretaniche, acriliche): protezione elevata per mobili e superfici molto usate.

Legno e metallo insieme

Nelle strutture miste il legno lavora insieme all’acciaio: piastre, scarpe per pilastri, tiranti e bulloneria. Per il dimensionamento degli elementi metallici consulta le sezioni Carpenteria metallica, Tabelle pesi e misure e Materiali.